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Outdoor

IL MONTE CATRIA

Il Comune di Serra Sant’Abbondio è da sempre legato con la parte meridionale del massiccio del Monte Catria. Questo soprattutto perché, arroccato su di esso, si trova il leggendario Monastero di Fonte Avellana che forma un triangolo indissolubile fra il monte, il monastero e il borgo.

L’atmosfera mistica che si respira qui è da sempre una grande attrazione per tutti coloro che cercano nel contatto con la natura una connessione spirituale, come testimoniano i tanti luoghi di culto e di eremitaggio che costellano l’Appennino. Ma la montagna, per le Alte Marche, non è solo tempio per la cura del corpo e dell’anima bensì anche fonte di sostentamento per gli uomini che abitano queste terre. Proprio da una delle professioni che ancora oggi vive delle risorse boschive, nasce il nome di uno dei sentieri più belli per visitare tutto il versante del Monte Catria che si innalza sopra Serra Sant’Abbondio, Il sentiero dei Carbonai (n.77). Questo percorso, che parte dall’Eremo di Fonte Avellana e raggiunge l’Infilatoio aggirando la suggestiva Rocca Baiarda (una delle spettacolari balze che caratterizzano il luogo), è infatti costellato di vecchie carbonaie. Lungo l’intera traccia se ne incontrano i resti di circa 40, testimoni dell’intensa produzione legata alle risorse boschive che in un passato non troppo remoto ha raggiunto il proprio apice. Attualmente, quel che rimane di questa attività sono delle piazzole che modellano e caratterizzano tutta la zona, questa in particolare. Ottenuto ripristinando una vecchia mulattiera, il Sentiero dei Carbonai è percorribile solo a piedi: l’itinerario infatti è piuttosto impegnativo, considerato il dislivello, il fondo per la maggior parte pietroso e la durata (circa 2,30/3 ore per la sola andata). Il tracciato è percorribile sia in primavera che in estate, essendo quasi interamente ombreggiato, ma il periodo consigliato è l’autunno, durante il foliage, per la stupefacente ricchezza cromatica della vegetazione. Il fitto bosco da cui parte il percorso, composto da faggi, aceri e carpini, è denominato La Valle. Lungo il sentiero colpiscono gli enormi massi, testimoni di antiche frane e il rigoglioso sottobosco di felci e pungitopo. Salendo, il bosco si fa più folto e, oltre alle specie già citate, si incontrano anche alcuni esemplari di frassino e tiglio. Anche i fiori sono di diverse specie e, se trovati al giusto momento di fioritura, già da soli ripagano la fatica dell’ascesa almeno quanto il potenziale incontro con la regina di questa montagna: l’aquila reale. Esplorare il Catria da questo versante significa immergersi nella ricchezza della sua flora e dedicare al panorama sul circondario soltanto la fine del trekking che approda alla grande croce che sormonta il suo profilo maestoso: la vetta regala una vista spettacolare sulle Alte Marche che si perde fino al mare.

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