“UN COMUNE TIRA L’ALTRO” – CANTIANO

5° appuntamento con la rubrica in cui vi porteremo alla scoperta delle nostre eccellenze, le eccellenze delle Alte Marche, il cuore accogliente dell’Appennino.
 
Oggi vi facciamo conoscere il’ “devoto” Comune di Cantiano, la città della Turba!
 
Chiamata anticamente Luceoli, perché situata tra i Monti Luceolani, acquisterà visibilità divenendo municipio romano. La Civitas di Luceoli, dopo le invasioni devastatrici degli Eruli e dei Goti, aumenta la propria importanza nel divenire un caposaldo del Corridoio Bizantino unica via di comunicazione tra i domini bizantini dell’Esarcato con i Ducati di Roma e di Napoli. In funzione antilongobarda nel IX secolo si inizia la fortificazione dei due colli di Colmatrano e di Cantiano posti a nord dell’originaria Luceoli, intorno ai quali i superstiti della città, definitivamente distrutta nel 1137, ripiegheranno per dare avvio alla comunità di Cantiano, che sembra prendere nome da Cante Gabrielli, della omonima famiglia Eugubina.
 
Nel 1393 il castello di Cantiano viene ceduto ai Montefeltro durante la cui signoria beneficiò di un florido periodo. Nel 1478 è all’ingegno di Francesco di Giorgio Martini, architetto di Federico da Montefeltro, che si deve il restauro della rocca di Colmatrano e la trasformazione del castello medievale dei Gabrielli in palazzo-fortezza. Così il Duca rendeva la sua Urbino più sicura verso sud e poneva una degna residenza sulla strada tra Urbino e Gubbio. Con l’estinzione del Ducato, Cantiano passerà alla Chiesa e poi al Regno d’Italia.
 
Oggi Cantiano è ricca di eccellenze: il pane di Chiaserna, il vino di visciole, le amarene e il cavallo del Catria, tipica razza equina allevata sui pascoli limitrofi.
 
Ma il momento più importante di Cantiano rimane “La Turba”, sacra rappresentazione del Venerdì Santo, che trae origine dai movimenti popolari di invocazione alla pace del XIII secolo. Momento di grande riflessione e di unione per l’interna comunità, la Turba di Cantiano rientra in un circuito europeo di manifestazioni religiosi che pone a pieno titolo la città al primo posto per la sua “devozione”.
 
 
© 2020 Unione Montana del Catria e del Nerone (Area Informatica). Tutti i diritti riservati