“UN COMUNE TIRA L’ALTRO” – SASSOFERRATO

8° appuntamento con la rubrica in cui vi porteremo alla scoperta delle nostre eccellenze, le eccellenze delle Alte Marche, il cuore accogliente dell’Appennino.
 
Oggi vi facciamo conoscere il’ “dotto” Comune di
Sassoferrato, la città del diritto!
 
Sassoferrato affonda le proprie radici nella storia, nell’antica città romana di Sentinum, teatro, nel 295 a.C., della celebre “Battaglia delle Nazioni” che sancì la vittoria dei Romani contro la lega dei Gallo-Sanniti. Nel luglio del 552 d.C., un’altra epica battaglia fu combattuta a Sentinum, quella tra i Bizantini del generale di Giustiniano Narsete, e i Goti di Totila.
La città scomparve tra l’VIII e il X secolo abbandonata dagli abitanti incapaci di difenderla. Nel 1150 circa, su di un’altura poco distante, un conte di nome Atto, proveniente da Genga, fondò un castello, Sassoferrato. Il castello diventò un paese: i discendenti dei vecchi sentinati scesero dai loro rifugi montani e vi costruirono le loro case. Nel corso dei secoli la città fu soggetta a diverse occupazioni: i Malatesta di Rimini nel 1349, Braccio da Montone nel 1417, Francesco Sforza nel 1433. Il Paese rimese ai Conti Atti fino al 1460, quando diventò libero comune, assumendo da subito la fisionomia di città fortificata. Nel 1860 Sassoferrato entra a far parte del Regno d’Italia.
 
Illustre cittadino fu Bartolo da Sassoferrato uno dei massimi giuristi d’Europa del XIV secolo. La venerazione delle successive generazioni di studenti del diritto è dimostrata dall’adagio: nemo bonus íurista nisi sit bartolista, non può essere un buon giurista chi non sia un bartolista (un seguace di Bartolo). Già celebre ai suoi tempi, Bartolo fu considerato dopo la morte lucerna iuris. Le sue opere si diffusero in tutte le scuole di diritto europee. Nel Quattrocento la sua fama crebbe a dismisura: fu chiamato “specchio del diritto”; alcuni storiografi dell’epoca lo accostarono a Omero, a Virgilio e a Cicerone.
 
Una simile fama è ancora ineguagliata per un giurista post-romano, ed è per questo che Sassoferrato è a pieno diritto la “città dotta”.
 
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